Testi
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C. Valerio Catullo
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domenica 09 marzo 2008 |
Il passero, delizia della mia ragazza,
con cui suole giocare, e tenerlo in seno,
ed a lui bramoso dare la punta del dito
ed eccitare focosi morsi,
quando alla mia splendida malinconia
piace scherzare a non so che di caro
e piccolo sollievo del suo dolore,
credo perché allora s'acqieti il forte ardore:
teco potessi come lei giocare
ed alleviare le tristi pene del cuore!
Tags: Testi C. Valerio Catullo Il passero delizia della mia ragazza
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Pietro Aretino
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domenica 09 marzo 2008 |
Marte, maledettissimo poltrone!
Così sotto una donna non si reca,
e non si fotte Venere alla cieca,
con assai furia e poca discrezione.
- Io non son Marte, io son Hercol Rangone,
e fotto qui che sete Angela Greca;
e se ci fosse qui la mia ribeca,
vi sonerei fottendo una canzone.
E voi, Signora, mia dolce consorte,
su la potta ballar faresti il cazzo,
menando il culo in su, spingendo forte.
- Signor sì, che con voi, fottendo, sguazzo,
ma temo Amor che non mi dia la morte,
colle vostr'armi, essendo putto e pazzo.
- Cupido è mio ragazzo
e vostro figlio, e guarda l'arme mia
per sacrarle alla dea Poltroneria.
Tags: Testi Pietro Aretino Marte maledettissimo poltrone!
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Ultimo aggiornamento ( sabato 15 marzo 2008 )
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Pietro Aretino
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domenica 09 marzo 2008 |
Apri le coscie, acciò ch'io vegga bene
il tuo bel culo e la tua potta in viso;
culo da far mutar un cazzo d'aviso!
Potta che i cuori stilli per le vene.
Mentre ch'io vi vagheggio egli mi viene
capriccio di pasciarvi a l'improviso,
e mi par esser più bel che Narciso
nel specchio ch'il mio cazzo allegro tiene.
- Ai ribalda, ai ribaldo in terra e in letto!
Io ti veggio, puttana! e t'apparecchia,
ch'io ti rompa doi costole del petto.
- Io te n'incaco, franciosata, vecchia,
che per questo piacere arciperfetto
intrarei in un pozzo sanza secchia.
E non si trova pecchia
ghiotta dei fiori, com'io d'un nobil cazzo,
e no 'l provo ancho, e per mirarlo sguazzo.
Tags: Testi Pietro Aretino Apri le coscie acciò ch'io vegga bene
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Ultimo aggiornamento ( sabato 15 marzo 2008 )
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Pietro Aretino
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domenica 09 marzo 2008 |
Io 'l voglio in cul. - Tu mi perdonerai,
o Donna, non voglio far questo peccato,
perché questo è un cibo da prelato,
ch'ha perduto il gusto sempre mai.
- Deh! mettetel' qui! - Non farò! - Sì, farai.
Perché? non s'usa più da l'altro lato,
Id est in potta? - Sìm, ma egli è più grato
il cazzo dietro che dinanzi assai.
- Da voi io vo lasciarmi consigliare
il cazzo è suo, e se 'l vi piace tanto,
com'a cazzo gli avete a comandare.
- Io l'accetto, ben mio: spingel' da canto
più su, più giù, e va senza sputare.
O cazzo buon compagno, o cazzo santo!
- Toglietel' tutto quanto.
- Io l'ho tolto entro più che volentiere,
ma ci vorrei stare un anno a sedere!
Tags: Testi Pietro Aretino Io 'l voglio in cul
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Ultimo aggiornamento ( sabato 15 marzo 2008 )
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Pietro Aretino
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domenica 09 marzo 2008 |
Questo è pur un bel cazzo lungo e grosso.
Deh! se l'hai caro lasciamelo vedere
- Vogliam provare se potete tenere
questo cazzo in la potta, e me addosso.
- Come, s'io vo' provar? come, s'io posso?
Piuttosto questo che mangiare o bere!
- Ma s'io v'infrango poi, stando a giacere,
farovi mal. - Tu hai 'l pensier del Rosso,
Gettati pure in letto e nello spazzo
sopra di me, che se Marforio fosse,
o un gigante, io n'averò sollazzo,
purché mi tocchi le midolla e l'osse
con questo tuo divinissimo cazzo
che guarisce le potte dalla tosse.
- Aprite ben le cosse...
Che potrian delle donne esser vedute
di voi meglio vestite, ma non fottute.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 15 marzo 2008 )
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“Rendiamo onore al bello e alla virtù se ci procurano piacere, altrimenti che vadano pure al diavolo” Epicuro |
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