Io vi irrumerò ed impalerò,
Aurelio culano ed invertito Furio,
che dai miei versicoli mi giudicaste,
perché son delicatucci, poco pudico.
E' bene che il pio poeta sia casto
lui, i versicoli per nulla è necessario (lo siano);
ma quelli che poi hanno sale ed arguzia,
se son delicatucci e poco pudichi,
e che posson eccitare ciò che prude,
non dico ai ragazzi, ma a questi pelosi
che, induriti, non riescon a muovere i lombi.
Voi, che leggeste molte migliaia
di baci, mi giudicate male come maschio?
Io vi irrumerò ed impalerò. Tags: TestiC. Valerio CatulloIo vi impalerò
Pur Augusto Imperatore
scoreggiava a tutte l’ore;
e la corte, assai perfetta,
scoreggiava in etichetta,
e persino, in casi gravi,
scoreggiavano gli schiavi.
Si racconta che Tiberio
scoreggiasse serio serio;
che Caligola il tiranno
scoreggiasse tutto 1'anno,
e più d'una ogni mattina
ne facesse Catilina.
Ciceron, per ore intere,
discorreva col sedere;
quello poi di Coriolano
si sentiva da lontano;
e con colpi sulla trippa
scoreggiava pure Agrippa.
Muzio Scevola e Porsenna
ne recavano per strenna
alle feste di Nemeo,
ove il console Pompeo
e più ancora il gran Lucullo
scoreggiavan per trastullo.
Scoreggiava Roma intera
dal mattin fino alla sera.
Scoreggiava in grande stile
anche il sesso femininile,
mentre invece Cincinnato
scoreggiava in mezzo al prato.
Senza sforzo le Vestali
vi spegnevano i fanali,
ne lasciava come l'olio
Marco Tullio in Campidoglio,
e non eran certo poche:
domandatelo alle oche.Scoreggiava come un tuono
sin Cleopatra dal suo trono,
in contrasto ad Agrippina
che facevale in sordina,
e Cornelia ai suoi gioielli
ne lasciava di fardelli!
Ne faceva senza posa
Messalina, silenziosa;
scoreggiava assai felice
la dolcissima Beatrice,
ed il sommo padre Dante
le annusava tutte quante.
Le scoregge di Boccaccio
vi lasciavano di ghiaccio;
scoreggiava pure il Tasso
imitando il contrabasso,
mentre invece Machiavelli
sradicava gli alberelli.
II gran Volta con la pila
le faceva sempre in fila;
d'Archimede dir si vuole
che oscurasse pure il sole,
mentre a colpi di pennello
le faceva Raffaello.
Scoreggiò Napoleone
anche al rombo del cannone:
la battaglia non si perde!
e Cambronne rispose "Merde!”
ch'è la cosa più sicura
se v'è in mezzo la paura...
Dopo quanto è stato detto
non si può chiamar difetto
se noi pure, qualche volta,
ne lanciamo a briglia sciolta:
perchè è logico e prescritto
che scoreggi il sottoscritto.
Sentime, Teta, io ggià cciavevo dato
Che cquarchiduno te l'avessi rotta;
Ma che in sto stato poi fussi aridotta
Nun l'averebbe mai manco inzoggnato.
De tante donne che mme sò scopato,
Si ho mmai trovo a sto monno una miggnotta
C'avessi in ner fracosscio un'antra grotta
Come la tua, vorebb'èsse impiccato.
Fregheve, sora Teta, che ffinestra!
Che ssubbisso de pelle! che ppantano!
Accidenti che cchiavica maestra!
Eppoi, cazzo, si un povero gabbiano
Te chiede de sonatte in de l'orchestra,
Lo fai stà un anno cor fischietto in mano!
Fotteva fra Martin suor Liberale
in potta, e nel chiavar sendosi avvisto
che ne poteva nascer l'Anticristo,
volse finir in cul. Fe' bene o male?
Risoluzione I
Molto bene fece il padre fra Martino
per schivar d'Anticristo la venuta,
finire in cul la sua nobil fottuta,
che cominciato in potta avea il meschino.
Tags: TestiPietro AretinoAltri dubbi amorosi
Manifico utriusque ser Agnello,
voi, qui scribere scitis quare, quiae
spesse volte fate col cervello
di Bartolo e di Baldo notomia
e le leggi passate col crivello
nella vostra bizzarra fantasia,
questi dubbi, di grazia, mi chiarite,
ch'oggi in bordello han mosso una gran lite.
Dubbio I
Porzia fedel s'avea fatto chiavare
molt'anni col consenso del marito,
ma perché non potè mai figli fare,
ell'era da ciascun mostrata a dito:
un astuto villan fece chiamare
e fe' di figli un numero infinito;
or il marito l'ha per vituperio,
utrum possa accusarla d'adulterio?
Risoluzione I
La legge adulter singulare, testo,
dice ad legem Juliam de adulterio:
quando il marito non accusi presto
la moglie, che gli fa tal vituperio
e sa ch'ella molt'anni in disonesto
modo si dà con altri refrigerio,
più non la può de crimine accusare
e a tutta briglia si può far chiavare.
Tags: TestiPietro AretinoDubbi Amorosi