Testi
Una donna mi ho visto PDF Stampa E-mail
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Giorgio Baffo
domenica 05 ottobre 2008
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Una donna mi ho visto, che la giera
In pìe puzada colla schena al letto,
Alzarse la carpetta, e colla spera
Del deo più lungo darse un gran diletto.

Or bianca, or pallidetta nella ciera
La fava deventar quel dolce effetto,
Quando la s'ha sentà sulla lettiera,
E un deo la ga cavà dal buso stretto.

Mi che attento vardava sto bel ziogo
Me sentiva scaldarme l'oselleto,
Come se arrente avesse buo del fuogo.

Lo tiogo fuora in pressa, e po me meto
Colle man a menarmelo in quel liogo
E dal gusto che ho bu ho tratto un peto.
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Una bellezza mi vorrìa lodar PDF Stampa E-mail
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Giorgio Baffo
domenica 05 ottobre 2008
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Una bellezza mi vorrìa lodar
De quelle se puol dir l’ultimo biondo,
Ma no sò da che banda scomenzar,
Se da naso, dal petto, oppur dal tondo.

A dir, che un’altra Elena la par,
Che Venere con ella gà el secondo,
I xe pensieri vecchi, co è ’l cagar,
E piuttosto mi taso, e me nascondo;

Ma qualcosa vorrìa dirghe de bello
Per farghe quella lode, che ghe và,
E che affatto el pensier fusse novello.

Dirò, che la gà tante qualità,
Che a vardarla la fà tirar l’osello;
Da questo argomentè la so beltà;

Che se tanto la fà
D’impressionar sora i corpi a sol vardarla,
Cosa farala a quei, che puol toccarla,

E pò anca chiavarla?
Ah!, sì, che la gà un petto, un collo, un viso,
Che tanti pezzi i xe da paradiso;

Tanto che mi ho deciso,
Che se ella fusse stada in quel momento,
Che in terra xe vegnù tutto contento

Giove per andar drento,
El s’averìa de questa buttà addosso,
E el l’averìa chiavada a più no posso.
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Sonetto PDF Stampa E-mail
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Anonimi
domenica 15 giugno 2008
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D'omu vistuta, na nuttata Masa,
fimmina di biddizzi singulari,
appena chi nisciu di la so casa,
d'una buttana si sintiu chiamari.

'Vossia trasa', ci dissi, 'vossia trasa,
chi siti beddu, lassativi amari'.
A lu pettu l'abbrazza, strinci e vasa,
tuttu l'amuri so misi a spiegari.

La manu ntra li causi nfilari
vosi, ma non truvò la cosa disiata,
tutta la facci si misi a scippari.

E comu arrabbiannu ncripiddiu,
si vutau e dissi 'Buttana sfunnata,
sticchiu pri sticchiu,
non tegnu lu miu?
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Fanfulla da Lodi PDF Stampa E-mail
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Goliardici
domenica 15 giugno 2008
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Il barone Fanfulla da Lodi
condottiero di gran rinomanza
fu condotto una sera in istanza
da una donna di facile amor.

Era nuova ai certami d'amore
di fanfulla la casta alabarda
ma alla vista di tanta bernarda
prese il brando e si mise a pugnar

E cavalca, cavalca, cavalca
alla fine Fanfulla si accascia
al risveglio la turpe bagascia
"Cento scudi mi devi tu dar"

Vaffancul, vaffancul, vaffanculo
le risponde Fanfulla incazzato
venti scudi già ieri ti ho dato
ed il resto lo prendi nel cul

Passa un giorno, due giorni, tre giorni
e a Fanfulla gli prude l'uccello
cos'è mai questo male novello
che natura ci vuole donar?

Fu chiamato un famoso dottore
quello venne e poi disse: "Fanfulla
qui bisogna amputare una palla
se di scolo non vuoi tu morir"

La morale di questa vicenda
si riduce alla legge del menga:
chi l'ha preso nel cul se lo tenga
ed impari ad usare il goldon!
Tags:  Testi Goliardici Fanfulla da Lodi
 
La scorreggia nei secoli PDF Stampa E-mail
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Goliardici
lunedì 19 maggio 2008
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Sin da quando il mondo aveva 
ben viventi Adamo ed Eva 
era in voga in tutti quanti 
di coprire sì il davanti 
ma nessuno pensò, strano, 
di coprirsi il deretano. 

Le scoregge più discrete 
conturbavano la quiete 
ed allor i dolci suoni 
non urtavano i calzoni. 
La scoreggia di gran gloria 
s'è coperta nella storia.

Sin da quando i sodomiti, 
di scoregge assai periti, 
per eccesso di misura 
si otturavan l'apertura, 
i Romani allor sommessi 
non frenavan gli eccessi.

Pur Augusto Imperatore 
scoreggiava tutte l'ore 
e la corte assai perfetta 
scoreggiava in etichetta, 
e persino in casi gravi 
scoreggiavano gli schiavi.

 


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E far proteste tutto quanto il die
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